telegram sam - september-october09
non esattamente "the wire" ma neanche "novella 2000".
non esattamente "novella 2000" ma neanche "the wire".
avril lavigne
divorzia, dopo soli (?) due anni e oltre quattro di fidanzamento. e pensare che non sapevo neanche che fosse sposata. o forse sì ma me n'ero completamente dimenticato. il che è anche peggio.
ad ogni modo, addio al cantante dei sum 41 deryck "bizzy d" whibley e sotto con justin murdock, erede di un'industria alimentare. a testimonianza che quella strana stella rossa in uno dei primi video del ragnetto biondo era pura fuffa negli occhi, come accade nel 90% dei messaggi nel mondo del pop.
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lily allen
dov'eravamo rimasti? smette di cantare e scoppia a piangere sul palco; ammette che non ce la fa più e che vuole ritirarsi (ma si darebbe al cinema, nel caso); si schiera contro i download illegali e fa incazzare i suoi fan che "ti abbiamo dato fama noi scaricando i tuoi pezzi quando non eri nessuno"; attraversa la croisette di cannes (ma basta dire di voler fare l'attore per essere invitati ai festival del cinema?) con vestito non proprio coprente e senza intimo. e ora, si affaccia da un albergo di venezia dov'era in vacanza col fidanzato (muratore, come i media di gossip insistono a sottolineare, non si capisce bene perché) praticamente nuda e salvata dal piano americano in cui l'ha racchiusa la finestra. i siti web ne parlano come di una allen "assonnata"; fateci dire: a noi pare bella intronata.

rihanna
miss you can stand under my umbrella (ella ella eh eh eh) ha pronto un nuovo singolo intitolato "russian roulette"; la foto qua sotto è tratta dal servizio fotografico per la copertina (ina ina eh eh eh).
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pet shop boys
dice neil tennant, su style.it, di non avere un profilo su facebook. "ho veri amici, non ho bisogno di fare finta di conoscere centinaia di persone. non ne capisco l'utilità". le opinioni, si sa, sono come etc etc.
come, ad es, 25 anni fa in tanti si chiedevano - un po' stolidamente ma lo facevano - a che servissero quelle coppie o doppie coppie di maschietti azzimati che suonavano le tastiere con due dita quando un bravo tastierista da solo avrebbe coperto cinque di quei posti. o come mai non si chieda lui se avere amici (non "fare finta") su facebook non è che escluda automaticamente averne anche di reali (un po' di fantasia e possibilismo, cazzo santo! anche l'immagine ragazzetto al pc = sfigato chiuso al mondo reale è uno stereotipo e gli stereotipi non sono da gente proprio brillantissima). e infine, un'ultima opinione è quella di tanti giovani di oggi che trovano un po' tristi dei signori di ben oltre la mezza età che tornano a suonare infagottati per evitare di mostrare il tempo che è scorso. giovani, è chiaro, figli di quelle west end girls cantate sì dai pet shop boys, ma 25 anni fa. e 7 mesi, a voler dare una rigiratina di coltello nella piaga.

non è pelle scoperta, è cerone ben spalmato, dudes…
coil
la ici d'ailleurs, nota label di nancy, ha editato un cd (anche in doppio vinile) dalla gestazione infinita (quattro anni, di questi tempi, poi…) intitolato "this immortal coil: the dark age of love". titolo da premio nobel per i titoli, perché becca a meraviglia in un sol colpo progettualità e contenuto. infatti, alla maniera dei this mortal coil, sorta di supergruppo della label 4ad portato avanti negli anni ottanta dal suo boss ivo watts-russell, in questo album artisti dell'etichetta francese e illustri ospiti reinterpretano brani dei coil del compianto jhonn balance. bonnie prince billy, yaël naim, yann tiersen, chapelier fou, matt elliott, daau, sylvain chauveau, david donatien, christine ott, nicolas jorio e nightwood hanno collaborato insieme sotto la guida di alap momin dei dälek alla realizzazione di un album che peter christopherson, co-fondatore della band di "scatology" ha giudicato "la più straordinaria, favolosa e toccante rivisitazione dei coil che abbia mai ascoltato".
pil… sessions
finalmente vedrà la luce anche l'unica peel session mai registrata dai pil di john lydon (en passant: ci si crede? c'è ancora gente che crede alla storia della grande truffa del rock'n'roll e si crede pure sveglio). la emi infatti ha in programma di stampare nei prossimi mesi una serie di volumi dedicata al post-punk e tratta appunto dalle (sempre siano lodate) mitiche peel sessions. tra gli altri nomi anche i gang of four, ma pare che l'opera di recupero sarà bella consistente.
michael jackson
se avete appena finito di ridere con il libro "chi ha ucciso michael jackson" di claudio brachino (sì, proprio quel gran giornalista che ha fatto pedinare il giudice mesiani facendo passare più che il messaggio dei calzini turchesi quello del "occhio che conosciamo le tue abitudini", a mio avviso); insomma, se vi sentite ancora sporchi per la lettura del libro, beh, la cura si chiama "the resistible rise of michael jackson" (zero books), scritto dal collaboratore di "the wire" mark fisher. un saggio sulla pop star che, come dice l'autore, "serve da antidoto al miscuglio di sconsiderato sentimentalismo e pruriginosa scurrilità che jackson solitamente attira a sé. un libro che offre appassionate e soddisfacenti risposte alle impellenti domande che la morte di jackson ha messo in tavola". magari, se ne comprasse una copia anche brachino, capirebbe la differenza tra essere un prono furbetto e un giornalista serio e rispettato. sarà fuori a dicembre. il libro, non brachino.
Written on date 23/10/2009 by thR




